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Questo Blog è uno spazio di condivisione: troverete informazioni recenti, dati, statistiche, studi scientifici, storie di persone e progetti sostenibili.

Il primo articolo è scritto da me perché contiene anche la mia mission, il mio perché, da dove sono partita e perché, per arrivare a parlarvi dei miei sogni e delle mie ambizioni che sono fondamentalmente quelle di creare una consapevolezza, un mindset intorno al grande e complesso  tema della sostenibilità e renderlo più vicino e familiare.

Sarà uno spazio aperto, un hub di approdo per tutti coloro che condividono il “sentimento sostenibile”, quella voglia di cambiamento dei visionari, di chi ha capito che non c’è più tempo e bisogna fare sul serio: decarbonizzare, cambiare i modelli di business, di produzione e di consumo e farlo insieme in modo inclusivo e collaborativo.

Ci saranno spazi per la divulgazione scientifica, riportando studi e testimonianze – tutto in modo trasparente, e io non sarò che un vettore per avviare questo percorso e non certo una guida.

Come nasce in me questo spirito?

Ho lavorato anni nel settore del packaging, e nulla come l’imballaggio e soprattutto se di plastica, è oggi demonizzato, a tal punto e messo alla gogna come il principale problema. Ma è davvero così? Non proprio…Il problema  sono i rifiuti abbandonati e non gestiti, non recuperabili, che generano certo inquinamento, ma quindi la responsabilità non è sui materiali o sui manufatti, ma è ancora sempre e solo l’uomo, con il suo comportamento a generare effetti ed impatti.

E’ necessario  evitare il Green Washing,  affinare le armi per  aiutare gli imprenditori a scegliere  buoni prodotti e buone prassi. Etica e responsabilità che sono valori cardine della sostenibilità : ci sono stati e ci sono imprenditori che hanno a cuore non solo  il fatturato, ma anche la fabbrica, intesa come comunità di persone, e molto più di quanto si pensi ,il territorio. E allora credo si debba distinguere e premiare, chi si comporta responsabilmente, pensando alla crescita attraverso il bene comune e chi invece inquina, distrugge, deturpa e alla fine commette un crimine.

Si innestano così a partire dall’analisi dei dati e degli studi scientifici, dai convegni e dalle conoscenze, le prime considerazioni sulle priorità che  sui sono la lotta ai cambiamenti climatici, la capacità di sostituire il prima possibile le fonti fossili, di utilizzare modelli rigenerativi, di sostenere la ricerca scientifica ed il progresso tecnologico che consentono di arrivare a scoperte nuove, a superare problemi attuali, sull’energia, sulla mobilità, sui servizi, sulla città e bisogni di una popolazione che cresce dove tutti devono avere diritti essenziali salvaguardati, ma anche benessere e crescita sociale ed economica.

Alla fine questo grande tema della sostenibilità , non si può che trattare se c’è conoscenza e cultura e questo passa attraverso la formazione che gioca un ruolo fondamentale per tutti, ma soprattutto per chi ha il compito di produrre ed “impattare” in modo positivo sull’ambiente, o deve gestire ed amministrare questo cambiamento. Il momento formidabile è l’opportunità del Green New deal Europeo e del Next generation EU, e anche del nostro recovery Plan.

E’ importante conoscere, capire, informare e formare. Ma soprattutto agire con coraggio puntando ad una visione verso il futuro -che è una sfida e anche una bella responsabilità. Usciamo dalla confort zone, e mettiamoci in gioco, con coraggio, perché la politica dei piccoli passi rischia di non essere sufficiente.

I problemi ci sono, non è un percorso semplice, ma in molti ci stanno provando. “Un sogno sembra un sogno fino a quando non diventa un proposito ed allora e qualcosa di infinitamente più grande”. Lo ha detto un grande imprenditore, italiano, tanti anni fa…

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